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I recenti articoli sulla prossima delibera in consiglio comunale, che riguarda la “riqualificazione” del comparto AEM ex AMCM parlano chiaro: qui ci troviamo di fronte a imbonitori della città.

A leggere gli intenti e i progetti sull’area a ridosso del centro storico vengono quasi i brividi.
Si potrebbe partire dal solito rosario del perchè sia necessario, per ogni intervento che riguardi una riqualificazione (e in questo caso è più culturale che altro), lanciare delle palazzine come dei dadi, sperando vincere.

Si potrebbe poi continuare chiedendo il senso di inserire un supermarket di “piccola-media dimensione” in un complesso culturale ricco di storia e deputato ad essere un luogo di fruizione pubblica, di spazi aperti e destinati alla città.
Su questo punto poi la domanda (come qualcuno oggi ha già scritto) è: strategicamente parlando come si fa a posizionare un centro commerciale a meno di un chilometro dal Mercato Albinelli che già versa in una situazione preoccupante?
A meno di un chilometro esiste già il Conad Parco, quindi anche in questo caso non si vede la necessità impellente di costruire un altro supermarket.
Inoltre tra via Sigonio e Viale Medaglie d’Oro è stata concessa in questi anni la licenza per aprire mini market, lodevole concessione, ed ora li si condanna a chiusura certa con il suddetto centro commerciale.
Infine, è noto che le strutture attuali che compongono l’area AEM devono essere soggette a bonifica: il tetto dell’attuale magazzino del Teatro delle Passioni è in amianto, i muri degli uffici che danno su Via Sigonio sono in cemento-amianto.
Per tutto questo è stata predisposta un’accurata bonifica? La eseguirà il privato che interviene o sarà a carico della collettività? E il metodo col quale si bonificherà saranno due ruspe che abbatteranno tutto come già è successo nottetempo per l’edificio di fianco qualche anno fa?

Ci si chiede quindi perchè, anzi chiediamo a chi di dovere “PERCHE’?”.
Questa è la vostra idea di rigenerazione e riqualificazione degli spazi in città?
E’ questa la logica predominante? Dare carta bianca all’iniziativa privata alla quale è subordinato ogni intervento di interesse pubblico?

Negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi abbiamo avuto esempi lampanti di questa logica insensata: l’edificio Arbe Grafiche abbattuto per fare posto ad un Brico, i capannoni della ex Officina Stanguellini per consentire la realizzazione di residenze di pregio, sostituire edifici e capannoni fatiscenti con l’unica carta del mazzo disponibile: un supermarket.

E se fin qui abbiamo parlato di rigenerazione e riqualificazione non osiamo immaginare cosa possa prefigurare un intervento ex novo come quello di Vaciglio ad esempio o F.lli Rosselli o Santa Caterina, visto il precedente della GLS, per il quale è stata coniata la definizione di “presidio contro il degrado”.

Ci troviamo di fronte ad un baratro.
Ogni qual volta qualcuno dalle stanze del palazzo comunale parla di rigenerazione e riqualificazione veniamo assaliti dall’horror vacui, perchè temiamo che ogni vuoto in città possa essere “degenerato” con la solita formula.

Crediamo si sia davvero raggiunto il limite, al quale però bisogna porre rimedio e contro il quale bisogna impegnarsi e difendersi.

Questa delibera, come quella su Vaciglio, come altre a venire passeranno in consiglio a breve.
Chiediamo ancora a tutti i gruppi consiliari di dimostrare che tipo di città vogliono.
Sono loro i primi a poterlo fare nelle “sedi istituzionali apposite” che il sindaco non manca di ricordarci nei suoi interventi.
Invitiamo tutti i cittadini a partecipare alle sedute del consiglio comunale quando verranno votate queste delibere, per guardarli negli occhi al momento del voto, per ristabilire il contatto con l’elettorato, che da anni è stato riposto nel cassetto della politica.

Noi ci opporremo ugualmente, dentro e fuori da quelle sedi, consci del fatto che unendo le voci il coro del dissenso sarà più forte.

Il Comitato
#MOBASTACEMENTO

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